LLAMANOS 34 91 535 89 90

Vini d'italia: Etichetta da vino.

Una etichetta da vino è una etichetta di identificazione riportata su una bottiglia o altra confezione di vino regolarmente in commercio. Costituisce una sorta di carta d’identità del vino, in quanto contiene tutti gli elementi necessari per identificare il prodotto a cui si riferisce.

Cultura del vino | 2015-09-09 17:46:57


Il disciplinamento giuridico, entrato in vigore negli anni cinquanta, ha imposto alle case produttrici di riportare scritte aggiuntive che riguardano la data della vendemmia, la quantità e la gradazione del contenuto, la denominazione del produttore ed ancora il luogo d’origine.

Aspetto

Si capisce che l’etichetta deve attestare qualcosa e risultare al tempo stesso avvincente e gradevole. Comunque il procedimento a stampa indiretta non raggiunge i risultati della cromolitografia e della zincografia. La tematica delle etichette riguarda molteplici aspetti del territorio, della cronaca e della storia. In alcuni casi l’etichetta sembra abbassarsi verso un’ingerenza politica. Si trovano vini (anche liquori) che recano curiose denominazioni: Liquore Stalin, Liquore Mussolini, Vino Don Camillo e Vino Beppone. Compaiono vedute di paesaggi, immagini di fattorie, di ville e di castelli, blasoni e stemmi nobiliari che figuravano in questi cartellini già nel secolo precedente. Nel venire incontro anche al collezionismo, si propongono tematiche presenti in alcune serie di francobolli: fiori, farfalle, gatti e perfino rettili. Hanno la suggestione delle réclames in quanto introducono un linguaggio pubblicitario che intende convincere il cliente all’acquisto.

Etichetta – Legislazione europea

Il nuovo regolamento UE 753/2002 sull’etichettatura dei prodotti vitivinicoli è entrato in vigore il 1 agosto 2003. I primi vini con queste etichette sono quindi i novelli del 2003. Resta inteso che i vini prodotti in precedenza mantengono le vecchie etichettature. Il nuovo regolamento è nato dal fatto che ormai la globalizzazione dei prodotti sul mercato rendeva necessaria la stesura di una serie di regole comunitarie per i prodotti vitivinicoli. Innanzi tutto si è cercato di concedere maggiore spazio all’operatore, evitando lo schema rigido imposto in precedenza. Il nuovo assetto giuridico fissa delle norme generali e fondamentali comuni a tutte le categorie di prodotti che possono essere suddivisi in tre “classi” e per ogni genere di vino:

  • indicazioni obbligatorie (con informazioni di base per il riconoscimento del prodotto)
  • indicazioni facoltative “regolamentate” (complementari alle precedenti)
  • indicazioni facoltative “libere”, per meglio illustrare il prodotto ma sempre tenendo presenti regole definite

Vini da tavola

Per i vini da tavola le indicazioni obbligatorie sono:

  • denominazione “vino da tavola”;
  • nome dello stato comunitario;
  • “mélange di vini di diversi Paesi delle Comunità” per i vini prodotti con tagli provenienti da diversi paesi;
  • menzione “vino ottenuto in (nome dello stato) da uve provenienti da (nome dello stato)”;
  • titolo alcolometrico volumico effettivo con tolleranza dello 0,5%;
  • volume nominale indicato in litri, centilitri o millilitri;
  • nome e ragione sociale dell’imbottigliatore;
  • numero del lotto.

Le indicazioni facoltative “regolamentate”, sempre per i vini da tavola, sono:

  • marchio;
  • tipo di prodotto, in relazione al tenore zuccherino;
  • colore base (ammessi solo bianco, rosso e rosato);
  • termine riferito all’attività agricola dell’imbottigliatore (podere, cascina, viticoltore)

Le indicazioni facoltative “libere” costituiscono una sezione nuova e che offre molte possibilità al produttore. L’unica regola imposta, infatti, è che tutto quanto viene riportato deve essere veritiero, documentabile e non suscettibile di creare confusione nel consumatore o indurlo in errore.

Vini IGT

Per i vini di indicazione geografica tipica le indicazioni obbligatorie sono:

  • nome dell’area geografica (almeno l’85% deve provenire dall’area geografica menzionata);
  • menzione “indicazione geografica tipica”;
  • tutto quanto previsto per i vini da tavola.

Le indicazioni facoltative “regolamentate” comprendono:

  • indicazione delle varietà di uve utilizzate o loro sinonimi (devono essere inserite in ordine decrescente di proporzione);
  • annata di raccolta delle uve;
  • menzioni tradizionali (ad esempio chiaretto, passito, novello, vivace, vendemmia tardiva) che possono variare da Paese a Paese;
  • metodo di elaborazione;
  • riconoscimenti, premi, medaglie, concorsi enologici;
  • nome dell’azienda.

Le indicazioni facoltative “libere” per gli IGT prevedono:

  • non può essere menzionata una sottozona o a una zona più grande della regione determinata in quanto questa caratteristica spetta solo ai VQPRD;
  • tutto quanto previsto per i vini da tavola.

Vini VQPRD

Per i Vini di Qualità Prodotti in Regioni Determinate le indicazioni obbligatorie sono:

  • nome della regione;
  • indicazione di denominazione di origine controllata o denominazione di origine controllata e garantita o “vino dolce naturale”;
  • si può altresì indicare la sigla DOC o DOCG o VQPRD (non sono obbligati a queste sigle Marsala, Asti e Franciacorta);
  • tutto quanto previsto per i vini da tavola e IGT.

Le indicazioni facoltative “regolamentate”:

  • indicazione della regione più grande di cui fanno parte;
  • sottozona;
  • imbottigliamento nella regione determinata;
  • tutto quanto previsto per i vini da tavola e IGT.

Le indicazioni facoltative “libere” comprendono:

  • tutto quanto previsto per i vini da tavola e IGT.

Vini spumanti

I vini spumanti naturali sono suddivisi nelle seguenti categorie:

  • vino spumante (generico);
  • vino spumante di qualità;
  • vino spumante di qualità del tipo aromatico;
  • vino spumante di qualità prodotto in regione determinata (spumante Docg o Doc).

Le indicazioni obbligatorie per questa “famiglia” sono:

  • menzione di “vino spumante”;
  • nome e ragione sociale dell’imbottigliatore;
  • titolo alcolometrico volumico effettivo (con tolleranza di 0,8%);
  • tenore di zucchero con le seguenti diciture: “brut nature”, “extra brut”, “extra dry”, “secco o dry”, “demi sec”, “dolce”.

Le indicazioni facoltative “regolamentate”:

  • nome della varietà della vite (una sola varietà se è almeno dell’80% altrimenti devono essere menzionate tutti i vitigni utilizzati fino al raggiungimento del 100%);
  • marchio del produttore che non crei confusione al consumatore.

Indicazioni facoltative “libere”: anche in questo caso, l’unica regola imposta è che tutto quanto riportato deve essere veritiero documentabile e non suscettibile di creare confusione nel consumatore o indurlo in errore.

Vini liquorosi

È stata stabilita anche una suddivisione per i vini liquorosi in:

  • vini liquorosi (generici);
  • vini a IGT di tipo liquoroso;
  • Vqprd del tipo liquoroso.

Questi vini vengono regolamentati con le stesse indicazioni rispettivamente dei “vini da tavola”, “vini IGT” e vini “VQPRD”.

Menzioni tradizionali

Definite le caratteristiche principali di ciò che appare sulle etichette, segue un elenco di quelle che sono state definite “menzioni tradizionali” che potranno comparire in sostituzione o unitamente al nome della DOC o DOCG. Da tenere ben presente che non sono elencate quelle menzioni che chiaramente indicano un vino specifico (ad esempio Cagnina per DOC Cagnina di Romagna, Falerio per DOC Falerio dei Colli Ascolani eccetera).

    • Cargando...
    • Cargando...
    • Cargando...